Qualcosa di prestato, qualcosa di blu... e le tradizioni del matrimonio marchigiano

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Certamente il matrimonio marchigiano affonda le sue radici nelle nozze contadine di un tempo, quelle dei nostri nonni o bisnonni per intenderci. Si trattava di un rituale che iniziava molto tempo prima della festa nuziale, quando i genitori di lei si incontravano con quelli di lui un sabato sera, per prendere accordi riguardo la cerimonia, l’abito, il pranzo e gli invitati…

Con il passare degli anni molte tradizioni si sono perse naturalmente, lasciando inevitabilmente spazio al  ritmo e alle esigenze della vita moderna. Tuttavia alcune cose del nostro folklore sono sopravvissute e vengono ancora seguite in moltissimi paesi e cittadine di questa regione.

Iniziamo parlando del letto nuziale che la tradizione vuole venga preparato da qualche familiare o amica, senza essere toccato dalla sposa fino a nozze avvenute, per evitare la malasorte. Le lenzuola inoltre dovrebbero essere completamente bianche.

Se si abita in un condominio, i vicini di solito organizzano e pagano gli addobbi utilizzati per decorare l’entrata e le scale con fiori, piante e nastri bianchi, che fungeranno da cornice per la sposa o lo sposo al momento dell’uscita da casa.

Sempre secondo le nostre usanze, un rinfresco viene preparato sia a casa dello sposo sia a casa della sposa prima di recarsi in chiesa o in comune. Mentre gli sposi si preparano e si fanno belli si è infatti soliti ricevere ospiti o vicini di casa per offrire loro qualche torta salata o dolcetto, insieme a bibite fresche di vario tipo. Fra l'altro, prima di uscire di casa, meglio non scordare nulla poiché è considerato di cattivo augurio che lo sposo torni indietro per qualche dimenticanza.

Tradizione classica diffusa un po’ ovunque è quella secondo cui il futuro marito non dovrebbe vedere l’abito della sposa  prima della cerimonia poiché si pensa che questo causi sfortuna all’unione. C’è da dire però che questa tradizione viene rispettata sempre meno, poiché molte sposine desiderano l’approvazione del futuro marito nella scelta dell’abito per il gran giorno.

Le auto che trasportano lo sposo e la sposa vengono addobbate con nastri e fiori. Quella della sposa, sempre secondo tradizione, dovrebbe essere addobbata in modo più importante rispetto a quella dello sposo e guidata da un amico o da un familiare. Anche le auto degli ospiti, amici o familiari, possono essere addobbate con un piccolo nastro o fiocco bianco, in genere legato all’antenna dell’auto, come segno di partecipazione al giorno di festa.

Per quanto riguarda il momento della cerimonia è usanza che lo sposo arrivi un po’ prima rispetto alla sposa, aspettandola insieme a familiari e amici davanti alla chiesa o al luogo in cui si è deciso di celebrare il rito del sì. Dovrebbe essere lui a tenere in mano il bouquet che consegnerà alla sposa al momento del suo arrivo, appena scende dall’auto.

Quando poi i neosposini entreranno per la prima volta nella loro dimora come marito e moglie, lo sposo dovrà prendere in braccio la sposa per attraversare la soglia.

Qualcosa di prestato, qualcosa di blu…

La frase di origine inglese, recita in rima:  

“Something old, something new
something borrowed, something blue”

che in lingua italiana significa :

“Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo,
qualcosa di prestato, qualcosa di blu”.

Non si tratta dunque di una tradizione prettamente marchigiana, ma in effetti si è talmente diffusa nel mondo (inclusa la nostra regione) che abbiamo deciso di citarla come una delle tradizioni più conosciute e seguite.

Con qualcosa di vecchio, auspicabilmente ereditato, la sposa mantiene simbolicamente il legame con il suo passato all’ingresso nella vita coniugale. In generale , il ‘qualcosa di vecchio’  rappresenta il legame con la famiglia della sposa, in particolare le figure materne. Può essere qualsiasi decorazione o oggetto, ma più frequentemente è un gioiello di famiglia. In casi più rari può essere il vestito stesso della sposa, ereditato dalla madre o dalla nonna e riadattato per la nuova occasione.

Il qualcosa di nuovo di solito è il vestito stesso. Altrimenti possono essere accessori quali guanti, velo, scarpe, un gioiello…

Tradizionalmente, l’elemento preso in prestito è prestato da un parente di sesso femminile; ma attenzione: la “prestatrice” deve essere felicemente sposata! L'oggeto prestato infatti è di auspicio affinché la propria felicità si estenda anche alla nuova sposina.

Infine qualcosa di blu si usa in quanto è stato a lungo associato con lealtà e fedeltà. In questo caso può trattarsi di un nastrino, un fiocco sulla giarrettiera, un fermaglio, un anello, qualcosa tenuto sotto all’abito...

Chi paga cosa?

Alla famiglia della sposa spetterebbero:

Spese tipografiche e di spedizione degli inviti e delle partecipazioni;
Bomboniere e confetti;
Acquisto dell'abito da sposa;
Preparazione del corredo;
Spese della cerimonia, comprensive dell'addobbo floreale sia della chiesa (o altro luogo) sia del ricevimento;
Offerta per la Chiesa;
Abiti delle damigelle e dei paggetti;
Mezzi di trasporto per la sposa e per il suo seguito;
Spese per il ricevimento;
La musica;
Spese per il servizio fotografico;
Acquisto del mobilio della camera da letto, fatta eccezione del materasso.

Alla famiglia dello sposo spetterebbero invece:

Acquisto della casa coniugale;
Arredamento della casa coniugale fatta eccezione della camera da letto;
Materasso per la camera da letto;
Fedi nuziali;
Bouquet;
Fiori da portare all'occhiello sia per lui che per i testimoni;
Automobile per condurre sia lui che i propri testimoni nel luogo in cui viene celebrata la cerimonia;
Viaggio di nozze.

Naturalmente si tratta di una tradizione  che ha subito molte variazioni nel tempo, visto il cambiamento delle condizioni sociali e dello stile di vita.

Una chicca

Sapevate che si sono celebrate nozze hollywoodiane anche qui nelle Marche? Dougray Scott, attore della serie televisiva Desperate Housewives si è sposato con Claire Forlani, attrice italo-britannica famosa per aver recitato accanto a Brad Pitt in Vi presento Joe Black. Gli attori sono convolati a nozze nella stupenda cornice di Pievebovigliana, in provincia di Macerata, alle pendici dei monti Sibillini. La coppia ha scelto la nostra terra non solo per le origini tutte made in Italy di lei, ma anche perché il padre della sposa è un vecchio e caro amico del titolare del Country House 'La Vecchia Fonte', location dove gli sposi hanno tenuto il loro ricevimento, con un menù che era naturalmente tutto rigorosamente marchigiano DOC.

Come sempre, non dimenticate di visitare il nostro sito: Matrimonio nelle Marche. A presto!

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